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DEPOSITO TEMPORANEO RIFIUTI – nuovo regime

Con il termine deposito temporaneo si intende lo stoccaggio dei rifiuti presso il sito dove sono stati prodotti, prima della raccolta eseguita da parte di soggetti autorizzati.

A partire dal 30 aprile 2020, le condizioni che consentono ai produttori di gestire correttamente il deposito temporaneo dei rifiuti sono state aggiornate con l’entrata in vigore della Legge 27/2020, di conversione del DL 18/2020, il cosiddetto Cura Italia.

Si noti che tale aggiornamento, sebbene introdotto a seguito dell’emergenza Covid-19, costituisce in realtà una modifica permanente.

Quindi, dal 30 aprile, per il deposito temporaneo valgono le seguenti condizioni (rif.to all’art. 183 comma 1 lettera bb) punto 2) del D.Lgs. 152/06):

2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 60 metri cubi (anziché 30 n.d.r.) di cui al massimo 20 metri cubi (anziché 10 n.d.r.) di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore a 18 mesi (anziché 1 anno ndr)